martedì 8 novembre 2011

Marco Polo


Marco Polo è stato indubbiamente uno dei più importanti viaggiatori della storia.
E’ nato (presumibilmente) a Venezia nel 1254 da una famiglia di mercanti e con i suoi familiari ha cominciato a viaggiare quando era ancora giovanissimo.
Con il padre, lo zio e i suoi fratelli è partito per la Cina nel 1271, ha attraversato tutta l’Asia e dopo aver viaggiato per quasi tre anni è arrivato dal Gran Khan Qubilai che viveva a Pechino.
Marco Polo ha vissuto in Cina per 17 anni, ha lavorato per il Gran Kahn che apprezzava la sua intelligenza e le sue capacità, e ha avuto modo di visitare numerosi paesi e di imparare le lingue orientali.
E’ tornato in Italia nel 1295 e voleva riprendere il suo lavoro di commerciante. Ma, durante la guerra tra Venezia e Genova, è stato preso dai Genovesi. In prigione ha dettato le sue memorie a Rustichello da Pisa: il racconto dei suoi fantastici viaggi è diventato in seguito un libro che si intitola “Il Milione”.
Marco Polo è morto a 70 anni: le informazioni contenute nel suo libro sono state importanti per  molti secoli ancora. Perfino Cristoforo Colombo, quando ha scoperto l’America convinto di essere in India, cercava le meraviglie raccontate dal grande viaggiatore veneziano.
Vero o Falso ?
Marco Polo è nato a Genova.
 E’ morto prima del 1300.
 Aveva fratelli.
 La sua era una famiglia di commercianti.
 Marco Polo è andato a Pechino da solo.
 Prima di tornare in Italia Marco Polo ha lavorato per il Gran Kahn.
 In Cina Marco Polo è stato molti anni in prigione.
 Marco Polo è stato nelle prigioni veneziane.
 Il Milione racconta dei viaggi di Marco Polo.
 Rustichello da Pisa ha dettato “Il Milione” a Marco Polo . 
Scegliete l’avverbio adeguato :

Marco Polo è stato particolarmente/eventualmente/sicuramente uno dei più importanti viaggiatori della storia.
E’ nato (personalmente/probabilmente/veramente) a Venezia nel 1254 da una famiglia di mercanti e con i suoi familiari ha cominciato a viaggiare quando era anche/ancora/abbastanza  giovanissimo.
Con il padre, lo zio e i suoi fratelli è partito per la Cina nel 1271, ha attraversato tutta l’Asia e dopo/poi/circa un viaggio di già/circa/mica tre anni è arrivato dal Gran Khan Qubilai che viveva a Pechino.
Marco Polo ha vissuto in Cina per 17 anni, ha lavorato per il Gran Kahn che apprezzava la sua intelligenza e le sue capacità, e ha avuto modo di visitare numerosi paesi e di imparare le lingue orientali.
E’ tornato in Italia nel 1295 e voleva riprendere il suo lavoro di commerciante. Ma, durante/mentre/quando la guerra tra Venezia e Genova, è stato preso dai Genovesi. In prigione ha dettato le sue memorie a Rustichello da Pisa: il racconto dei suoi fantastici viaggi è diventato purtroppo/sempre/poi un libro che si intitola “Il Milione”.
Marco Polo è morto a 70 anni: le informazioni contenute nel suo libro sono state importanti per  molti secoli ancora. Anche/Quasi/Intanto Cristoforo Colombo, quando ha scoperto l’America convinto di essere in India, cercava le meraviglie raccontate dal grande viaggiatore veneziano.

domenica 6 novembre 2011

La parola intrusa



In ogni gruppo c'è una parola da scartare
1.       stupendo / eccellente / gretto / superbo / mirabile
2.       sdolcinato / spontaneo / manierato / affettato / melenso
3.       ostinato / mite / remissivo / accondiscendente / accomodante
4.       avveduto / sventato / oculato / sveglio / sagace
5.       scaltro / ingenuo / astuto / dritto / abile
6.       solerte / poltrone / indolente / ozioso / fiacco
7.       affettuoso / tenero / amorevole / delizioso / distaccato

sabato 5 novembre 2011

Gli elenchi della felicità


Il quotidiano la Repubblica ha recentemente pubblicato la lista delle 10 cose per cui vale la pena vivere, redatta dallo scrittore Roberto Saviano. Ne è nata un'iniziativa rivolta ai lettori e alle lettrici.

Ecco alcune liste redatte dai lettori che hanno aderito all’iniziativa:
1.       piangere guardando La vita è bella
2.       fare scarpetta
3.       accompagnare i figli e ritrovarsi a giocare a pallone tra i papà
4.       insegnare ai propri figli a non aver paura di scelte coraggiose
5.       vedere i colori del tramonto sulla Marmolada
6.       la pizza
7.       andare in moto d'estate con la persona che ami
8.       il primo ti amo detto a mia moglie
9.       la prima volta che ho tenuto in braccio mio figlio appena nato
10.   un giro in bicicletta di famiglia,zaini,panini e tanta voglia di stare insieme

1.       camminare a piedi nudi sulla sabbia, mentre il sole sta tramontando
2.       tornare in un posto che è stato speciale e trovarlo sempre uguale
3.       scoprire di portare dentro le persone che non ci sono più, di non averle perse
4.       fare la lista delle cose da fare e scoprire di essere riuscita a farle tutte
5.       i bucatini al dente
6.       avere il tempo per dormire o per stare sveglia fino a tardi
7.       uscire di casa senza trucco
8.       un paio di scarpe comode
9.       capirsi al volo, senza parlare
10.   iniziare e finire un libro di Tolstoj


Provate  a scrivere anche voi una lista simile, con le 10 cose per cui  vale la pena vivere. 

venerdì 4 novembre 2011

Scrivere un racconto


Lo scopo di questa attività è di integrare le parole proposte  in un testo logico e originale il cui titolo , per questa volta, è  lasciato alla vostra fantasia e che potrete anche illustrare con foto o disegni!
Ecco le 10 parole
Amico- città- campagna- mare- bicicletta- bottiglia- casa- lettera- viaggio- televisione

Stella...



Scrivete una poesia  come Ungaretti dal titolo “Musica…”

giovedì 3 novembre 2011

Un libro...un film

IO NON HO PAURA– Niccolò Ammaniti

Michele Amitrano è la voce narrante di questa storia. E’ un bambino di nove anni che vive ad Acqua Traverse, frazione dispersa nella campagna di un Sud Italia non identificato. E’ l’estate del 1978 e fa un caldo torrido.
Il paesaggio è dominato dal contrasto tra luce accecante del sole e oscurità della notte, così come il racconto alterna momenti buffi, divertenti del mondo infantile a difficoltà e drammi del mondo adulto. Storia vista con gli occhi di un bambino da una parte, tragedia che coinvolge i grandi di Acqua Traverse dall’altra.
Sullo sfondo di campi, di spighe, di colline, di case sperdute, la vita di Michele cambia quando, durante una delle lunghe pedalate con la piccola banda di amici, scopre una grotta in cui è tenuto in ostaggio un bambino suo coetaneo. Si trova così a dover affrontare paure e rischi legati a tale ritrovamento, in un viaggio alla scoperta di sé e della realtà che lo circonda che purtroppo è ormai lontana dall’età dei giochi, dallo stupore, dalla fervida immaginazione dei piccoli.
Dal racconto emergono il tema dell’amicizia, del tradimento e dei rapporti con i genitori; in esso si respira un po’ l’atmosfera delle opere di Calvino e Twain.

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI- Paolo Giordano

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia… umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.