giovedì 1 marzo 2012
martedì 14 febbraio 2012
domenica 29 gennaio 2012
La pizza
La pizza è simile al pane e alla focaccia, che sono cibi consumati dall’uomo fin dall’antichità. Il termine pizza ha un’origine incerta. Secondo alcuni, deriva da "pinsa", participio passato del verbo latino "pinsere", che significa pestare, schiacciare, macinare. Molte civiltà antiche che si affacciavano sul Mar Mediterraneo, come Egiziani, Greci e Romani, mangiavano delle focacce schiacciate fatte con chicchi di orzo pestati, acqua e condimenti vari. Possiamo considerare queste focacce gli antenati della nostra pizza.
Numerose sono le testimonianze di scrittori greci riguardanti una focaccia, da loro chiamata "maza". Nella Roma antica, invece si mangiavano la "placenta" e l’"offa" , preparata con acqua e orzo. Nel Medioevo, in Italia erano mangiate focacce simili a quelle antiche, che avevano diverse varianti locali e diversi nomi. Queste focacce erano molte apprezzate sia dagli aristocratici che dal popolo.
Numerose sono le testimonianze di scrittori greci riguardanti una focaccia, da loro chiamata "maza". Nella Roma antica, invece si mangiavano la "placenta" e l’"offa" , preparata con acqua e orzo. Nel Medioevo, in Italia erano mangiate focacce simili a quelle antiche, che avevano diverse varianti locali e diversi nomi. Queste focacce erano molte apprezzate sia dagli aristocratici che dal popolo.
Gli ingredienti fondamentali della pizza sono il pomodoro e la mozzarella, il tipico formaggio fresco. Questi ingredienti sono stati prodotti in Italia solo dopo due fasi storiche. I bufali sono stati reintrodotti nell’Italia del sud dai Longobardi, una popolazione germanica che ha governato l’Italia per due secoli dopo la caduta dell’Impero romano. Questi animali si sono diffusi in Lazio e in Campania e dalle bufale si ricava il latte per la produzione di mozzarella, detta proprio "di bufala".
Dopo la scoperta dell’America, sono state da lì importate nuove piante, tra cui i pomodori, già apprezzati dagli Aztechi. I pomodori si sono ambientati benissimo nel clima mite dell’Italia meridionale, dove hanno acquistato il colore rosso vivo: prima in America erano gialli.
Così, alla fine del 1500, a Napoli sono disponibili i due ingredienti per condire la focaccia e creare la pizza. Nel 1700, la pizza viene preparata in forni a legna per essere quindi venduta per le strade e per i vicoli della città. Si afferma l’abitudine di mangiare la pizza non solo a casa o per le strade, ma anche presso i forni: nasce così la pizzeria, cioè il ristorante dove si mangia la pizza. La pizzeria tipica ha il forno a legna, il bancone di marmo dove viene confezionata la pizza, lo scaffale dove sono mostrati gli ingredienti, i tavoli dove i clienti la possono consumare.
Dopo la scoperta dell’America, sono state da lì importate nuove piante, tra cui i pomodori, già apprezzati dagli Aztechi. I pomodori si sono ambientati benissimo nel clima mite dell’Italia meridionale, dove hanno acquistato il colore rosso vivo: prima in America erano gialli.
Così, alla fine del 1500, a Napoli sono disponibili i due ingredienti per condire la focaccia e creare la pizza. Nel 1700, la pizza viene preparata in forni a legna per essere quindi venduta per le strade e per i vicoli della città. Si afferma l’abitudine di mangiare la pizza non solo a casa o per le strade, ma anche presso i forni: nasce così la pizzeria, cioè il ristorante dove si mangia la pizza. La pizzeria tipica ha il forno a legna, il bancone di marmo dove viene confezionata la pizza, lo scaffale dove sono mostrati gli ingredienti, i tavoli dove i clienti la possono consumare.
In quel periodo, diventano famose le grandi famiglie di pizzaioli napoletani. Nel 1780, viene fondata da Pietro Colicchio la pizzeria "Pietro… e basta così", la cui tradizione è continuata oggi dall’"Antica Pizzeria Brandi”. Nel 1889, il miglior pizzaiolo di quell’epoca, Raffaele Esposito, marito della figlia di Enrico Brandi, ha fatto assaggiare la pizza al re d’Italia Umberto I e sua moglie Margherita. Raffaele Esposito realizzò per loro tre pizze: la pizza alla "mastunicola" (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla marinara (pomodoro, aglio, olio, acciughe) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, mozzarella, olio, basilico). L’ultima era stata realizzata proprio in onore della regina: i colori verde, bianco e rosso richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano. La sovrana apprezzò così tanto la pizza che volle elogiare l’autore di queste bontà per iscritto. Ancora oggi la lettera di ringraziamento della regina è visibile nell’“Antica Pizzeria Brandi” a Napoli.
Per questo, il pizzaiolo decise di dare il nome della regina alla sua nuova pizza. Da allora, la pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, si chiama “pizza margherita”. Oltre alla Margherita, i sono tanti altri tipi di pizza, ne ricordiamo alcuni :
Per questo, il pizzaiolo decise di dare il nome della regina alla sua nuova pizza. Da allora, la pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, si chiama “pizza margherita”. Oltre alla Margherita, i sono tanti altri tipi di pizza, ne ricordiamo alcuni :
Pizza 4 stagioni ( pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi, carciofi, origano e acciughe)
Pizza capricciosa ( pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi, carciofi, e olive nere)
Pizza capricciosa ( pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi, carciofi, e olive nere)
Pizza Napoli ( pomodoro, mozzarella, origano e capperi sottosale)
Pizza mare e monti ( pomodoro, mozzarella, funghi e frutti di mare)
Pizza Bufalina ( pomodoro, mozzarella di bufala e origano)
Pizza ai 4 formaggi ( pomodoro, mozzarella, brie, gorgonzola e provola affumicata)
Pizza ai Funghi ( pomodoro, mozzarella e funghi )
Pizza ai frutti di mare ( pomodoro, origano e frutti di mare)
Pizza alla marinara ( pomodoro,aglio e acciughe)
Pizza alla contadina ( pomodoro, mozzarella, salsiccia e funghi)
Pizza mare e monti ( pomodoro, mozzarella, funghi e frutti di mare)
Pizza Bufalina ( pomodoro, mozzarella di bufala e origano)
Pizza ai 4 formaggi ( pomodoro, mozzarella, brie, gorgonzola e provola affumicata)
Pizza ai Funghi ( pomodoro, mozzarella e funghi )
Pizza ai frutti di mare ( pomodoro, origano e frutti di mare)
Pizza alla marinara ( pomodoro,aglio e acciughe)
Pizza alla contadina ( pomodoro, mozzarella, salsiccia e funghi)
domenica 1 gennaio 2012
venerdì 30 dicembre 2011
La pasta
Gli italiani mangiano la pasta tutti i giorni, almeno una volta al giorno.
La pasta è facile da preparare, costa poco e aiuta moltissimo la vita sociale, perché permette di improvvisare una cena in pochi minuti. In Italia è facile ricevere questo invito: “Vieni da me, che ci facciamo due spaghetti veloci!”.
Non è possibile stancarsi della pasta, perché può essere accompagnata da un numero infinito di “condimenti”, cioè una salsa o un sugo, caldi o freddi, sostanziosi o leggeri, vegetali o con carne,
e variare le combinazioni all’infinito, secondo la fantasia, le stagioni e la voglia del momento. In più, esistono centinaia di formati, ognuno adatto a un diverso tipo di condimento.
e variare le combinazioni all’infinito, secondo la fantasia, le stagioni e la voglia del momento. In più, esistono centinaia di formati, ognuno adatto a un diverso tipo di condimento.
giovedì 29 dicembre 2011
E’ arrivato un treno carico di…
Nella notte di Capodanno, quando tutti a nanna vanno, è in arrivo sul
primo binario un direttissimo straordinario, composto di dodici vagoni,
tutti carichi di doni… sul primo vagone, sola soletta, c’è una simpatica
vecchietta. Deve amar molto la pulizia perché una scopa le fa
compagnia… dalla sua gerla spunta il piedino di una bambola o di un
burattino. “Ho tanti nipoti”, borbotta, “ma tanti! e se volete sapere
quanti, contate tutte le calze di lana che aspettano il dono della
Befana.” Secondo vagone, che confusione! Carnevale fa il
pazzerellone: c’è Arlecchino, c’è Colombina, c’è Pierrot con la sua
damina, e accanto alle maschere d’una volta galoppano indiani a
briglia sciolta, sceriffi sparano caramelle, astronauti lanciano stelle
filanti, e sognano a fumetti come gli eroi dei loro giornaletti. Sul terzo
vagone viaggia la primavera col vento marzolino. Gocce ridono e
piangono sui vetri del finestrino. Una rondine vola, profuma una viola…
tutta roba per la campagna. In città, tra il cemento, profumano soltanto
i tubi di scappamento. Il quarto vagone è riservato a un pasticcere
rinomato che prepara, per la Pasqua, le uova di cioccolato. Al posto
del pulcino c’è la sorpresa. campane di zucchero suoneranno a
distesa. Un carico giocondo riempie il quinto vagone: tutti i fiori del
monto, tutti i canti di maggio… buon viaggio! buon viaggio! giugno, la
falce in pugno! Ma sul sesto vagone io non vedo soltanto le messi
ricche e buone… vedo anche le pagelle: un po’ brutte, un po’ belle, un
po’ gulp, un po’ squash! ah, che brutta invenzione, amici miei, quei
cinque numeri prima del sei. Il settimo vagone è tutto sole e mare:
affrettatevi a montare! Non ci sono sedili, ma ombrelloni. Ci si tuffa dai
finestrini meglio che dai trampolini. C’è tutto l’Adriatico, c’è tutto il
Tirreno: non ci sono tutti i bambini… Ecco perché il vagone non è
pieno. Sull’ottavo vagone ci sono le città: saranno regalate a chi resta
in città tutta l’estate. Avrà le strade a sua disposizione: correrà,
svolterà, parcheggerà da padrone. A destra e a sinistra sorpasserà se
stesso… ma di sera sarà triste lo stesso. Osservate sul nono vagone
gli esami di riparazione. Severi, solenni come becchini… e se la
pigliano con i bambini! Perché qualche volta, per cambiare, non sono i
grandi a riparare? Sul decimo vagone ci sono tanti banchi, c’è una
lavagna nera e dei gessetti bianchi. Dai vetri spalancati il mondo intero
può entrare: e’ un ottimo maestro per chi lo sa ascoltare.
Sull’undicesimo vagone c’è un buon odore di castagne, paesi grigi,
grigie campagne già rassegnate al primo nebbione, e buoni libri da
leggere a sera dopo aver spento la televisione. Ed ecco l’ultimo
vagone, è fatto tutto di panettone, ha i cuscini di cedro candito e le
porte di torrone. Appena in stazione sarà mangiato di buon umore e di
buon appetito. Mangeremo anche la panca su cui siede a
sonnecchiare Babbo Natale con la barba bianca.
(Gianni Rodari)
Grandi autori
Molière è considerato uno dei grandi autori di commedie della letteratura francese . Egli è anche un riferimento fondamentale dell’insegnamento letterario in Francia . Quale scrittore occupa un posto simile in Italia?
Iscriviti a:
Post (Atom)





